Tutti, nel mondo del vino, conoscono Aubert de Villaine come uno dei due proprietari del Domaine de La Romanèe Conti, eccellenza della Borgogna che produce vini fra i più famosi e costosi al mondo. Pochi invece sanno che a lui fa capo anche un’altra cantina, che si trova a Bouzeron, il primo villaggio della Cote Chalonnaise per chi proviene da Beaune. E’ la cantina di famiglia e può contare su 30 ettari ripartiti fra i villaggi di Bouzeron, Rully e Mercurey (sulla Cote Chalonnaise), Satenay e Saint-Aubin (sulla Cote d’Or).

Come per Romanée Conti, anche a Bouzeron l’approccio culturale è passato dal biologico, praticato fin dal 1986, al biodinamico. De Villain, coadiuvato dal nipote Pierre De Benoist, segue con passione il lavoro in vigna e nella suggestiva cantina dalle forme architettoniche tipiche della Borgogna.
La degustazione delle ultime annate delle etichette della casa è sicuramente all’altezza delle aspettative. La sorpresa piuttosto si chiama Bouzeron: è il vino che non ti aspetteresti sapendo che il vitigno è quell’Aligoté costretto in secondo piano dai due vitigni-principi della Borgogna, il Pinot Noir e lo Chardonnay. Vitigno, ‘Aligoté, che qui dà vita invece a un bianco minerale, fresco, dai sentori agrumati: vino di notevole piacevolezza.
A Bouzeron, del resto, le vigne furono piantate dai monaci nel Medio Evo. E’ una piccola valle, soleggiata, che può vantare una lunga tradizione nella produzione di vini di qualità, favorita com’è da un climat (termine che in Borgogna sta per terroir) eccezionale. Le vigne coltivate, sono esclusivamente collinari e in pendenza. Il terreno è povero di elementi nutritivi e ricco di calcare. Le rese sono bassissime. Tutto questo, insieme ad un dolce microclima favorisce la piena maturazione dei grappoli.
<<Rispetto dei suoli, massima attenzione alle viti, rese basse, vinificazioni il più possibile naturali – spiegano al Domaine De Villaine – noi sappiamo che è in questa filosofia rigorosa che sta la chiave della nostra ambizione, che è prima di tutto quella di offrire ai clienti il piacere che si aspettano dai nostri vini>>.

I vini bianchi da uve Aligoté hanno fatto la reputazione di Bouzeron. Già nel 1730, lo storico Abate Courtèpèe ne descriveva il carattere distintivo, <<secco, delicato, contraddistinto da finezza e rotondità che sfuma verso il varietale dell’uva>>. Coltivato da sempre in Borgogna, l’Aligoté un tempo godeva delle migliori posizioni negli appezzamenti della Cote D’Or. Con l‘evoluzione del gusto è stato progressivamente relegato in secondo piano rispetto alle altre varietà, impiantato in terreni più pianeggianti e meno vocati, dove si producono vini che non esprimono tutto il potenziale dell’uva. Al punto che viene normalmente usato per confezionare il Kyr, un cocktail a base di crema di cassis (ribes nero) per un quinto e di Aligoté per quattro quinti.
A Bouzeron, però, l’attenzione all’Aligoté non è mai venuta meno, al punto che nel 1979 l’Aligoté di Bouzeron è stato separato dall’Appellazione di origine controllata (AOC) conosciuta come “Bourgogne Aligoté” e nel 1997 è stata creata l’Appellazione d’origine controllata “Bouzeron”. Determinante per il raggiungimento di questo riconoscimento sono stati la passione e il lavoro di Aubert de Villaine, insieme all’impegno dei pochi altri produttori della zona.

Oltre al Bouzeron, che è acquistabile a un prezzo contenuto per il livello del vino (intorno ai 25 euro), il Domaine De Villaine produce bianchi da Chardonnay e rossi da Pinot Noir. Si tratta di poche bottiglie , tutte vendute “en primeur”. Moto interessanti i Rully 1er Cru bianchi, in particolare il Rully Premier Cru Gresigny 2020 da vecchie vigne di Chardonnay.