Cannavacciuolo, quando lo chef diventa un marchio

Cannavacciuolo Group, il gruppo che fa capo alla famiglia di Antonino Cannavacciuolo, ha fatto registrare nel 2023 ricavi per 25 milioni di euro, in
crescita sui 23 milioni dell’anno precedente, e con un margine operativo lordo
17,9%, in linea con il 2022. Lo riferisce il sito Pambianco, che in occasione del 4° Wine & Food summit Pambianco PwC, ha intervistato sui progetti del gruppo Cinzia Primatesta, fondatrice e azionista di controllo, nonché moglie di Cannavacciuolo. Riguardo alla chiusura dell’anno in corso, ha dichiarato Primatesta, “abbiamo raggiunto gli obiettivi che ci eravamo prefissati, per cui non possiamo che ritenerci soddisfatti e sicuramente speranzosi per un 2025 ancora più carico di nuove sfide”.
Nel settore food il gruppo è presente con il ristorante “tre Stelle Michelin” Villa Crespi di Orta San Marco, che ha appena festeggiato i 25 anni di attività, il Bistrot di Torino, “una stella” Michelin (a cui si aggiungeva anche il Bistrot di Novara, chiuso nel maggio scorso), il Laboratorio Artigianale di alta pasticceria di Suno e i quattro punti vendita di Antonino il Banco di Cannavacciuolo
(a Vicolungo The Style Outlet, nel centro storico di Orta, nell’area partenze dell’aeroporto di Milano Malpensa e di Napoli Capodichino). Ed è proprio quest’ultimo format ad essere attualmente al centro delle attenzioni del gruppo. “E’ la formula che tra le nostre attività meglio si presta ad essere scalabile, con una prospettiva di crescita importante”, ha spiegato Cinzia Primatesta, rivelando: “Finora abbiamo operato da soli nello sviluppo di questo format, ma sicuramente stiamo valutando dei partner in vista di una futura ulteriore espansione”.
Il gruppo Cannavacciuolo, comunque, non si limita al food. Negli anni, infatti, si è diversificato anche nel settore alberghiero creando una catena di hotel di lusso, Laqua Collection, che nel gennaio scorso ha inaugurato il suo quinto asset, il “cinque stelle lusso” Le Cattedrali Relais by Laqua Collection. Del ramo alberghiero fa parte anche Villa Crespi, che, oltre al celebre ristorante, comprende un hotel 5 stelle lusso.
“Oggi puntiamo moltissimo sull’hotellerie – ha affermato Primatesta – perché questo progetto crea il perfetto connubio tra ristorazione e senso di ospitalità che abbiamo nel nostro Dna. Negli anni abbiamo aperto diverse strutture partendo da Villa Crespi 25 anni fa e vogliamo continuare ad espanderci. Possiamo dire che a breve ci sarà qualche novità a riguardo”.
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