Sarà un Vinitaly sempre più orientato all’export e agli affari, come richiede del resto il mondo vitivinicolo, quello in programma alla Fiera di Verona da domenica 2 a mercoledì 5 aprile. Per gli appassionati, soprattutto per i wine lover più giovani, sarà invece il centro di Verona, con alcuni fra i suoi luoghi più suggestivi, a offrire un’ospitalità ricca di eventi, esibizioni e degustazioni. Ma per i gourmet più curiosi e preparati la meta obbligata sarà sempre e comunque la Fiera, non tanto per degustare le etichette delle griffes, sempre più blindate e poco ospitali nei confronti di chi non sia un operatore di peso, quanto per esplorare la vastissima area degli emergenti: territori, vitigni, produttori, che possono riservare molte sorprese ed emozioni.
La 55ma edizione della più esauriente vetrina del vino (e anche dell’olio) italiano, una delle voci più importanti nella bilancia commerciale del Paese, si apre con numeri da record. Soprattutto per la presenza di operatori provenienti dai principali mercati mondiali, fra cui oltre mille top buyer, di 68 Paesi, selezionati e ospitati da Veronafiere.

<<I dati export negli ultimi 10 anni – spiega Maurizio Danese, amministratore delegato di Veronafiere – vedono il vino tra i comparti del made in Italy a maggior tasso di crescita e una bilancia commerciale sempre più determinante per il sistema Italia. Per questo Vinitaly 2023 accelera il percorso di rinnovamento del format che, a tendere, sarà sempre più smart e funzionale alle esigenze delle aziende e del settore stesso>>.
Al centro del salone sarà quindi soprattutto il business, per un settore che annovera 530 mila imprese e 870 mila addetti, e vale 31,3 miliardi di fatturato, per oltre 8 milioni destinato all’export. Ma non meno importante sarà per Vinitaly la promozione di quello che sta dietro la bottiglia, cioè i territori con la loro storia, i paesaggi, la gastronomia, l’arte e la cultura. E in quest’ottica si colloca la decisione del Governo italiano di esporre a Verona il Bacco del Caravaggio e il Bacco fanciullo di Guido Reni conservati agli Uffizi, emblematici della valenza culturale del vino: due tele che per l’occasione saranno ospitate nello stand del ministero dell’Agricoltura.
Ai wine lover sarà dedicato invece Vinitaly and the City, un fuorisalone che si snoderà nel centro di Verona, fra la scenografica Piazza dei Signori, il Cortile del Mercato Vecchio e il Cortile del Tribunale, con un ricco programma consultabile on line, dove è anche possibile acquistare dei carnet di degustazione a prezzi scontati.

Il biglietto di ingresso alla Fiera, il cui accesso è riservato agli addetti ai lavori e vietato ai minori di 18 anni, è acquistabile solo on line e costa 120 euro, più 6 euro di commissione. L’abbonamento costa 260 euro.
La vigilia dell’inaugurazione, il 1 aprile, si terrà invece Opera Wine, degustazione (solo su invito) di 110 etichette italiane selezionate dalla rivista americana Wine Spectator.
