Il bipolarismo al femminile della strana coppia Giorgia-Elly si scontra con i tanti problemi di Meloni e le mille contraddizioni di Schlein

La prima donna alla guida di un governo e la prima donna segretaria del più grande partito della sinistra.

Parafrasando uno dei temi più caldi del dibattito politico, si potrebbe dire che Giorgia Meloni e Elly Schlein sono ormai diventate una coppia di fatto. Politicamente parlando, s’intende. La prima donna alla guida di un governo e la prima donna segretaria del più grande partito della sinistra hanno infatti capito di avere un interesse comune, e cioè quello di aprire, ognuna nel proprio campo, un ciclo politico – possibilmente duraturo, vista la velocità con cui ultimamente si consumano le leadership – che le veda protagoniste. Dando così vita ad un inedito sistema politico, che potremmo definire “bipolarismo al femminile”, uno dei tanti un po’ bislacchi che l’Italia ha sperimentato dalla fine della Prima Repubblica in poi. Giorgia ed Elly finirebbero così per ritrovarsi alleate involontarie, visto che dal reciproco riconoscimento potrebbero ricavare reciproca legittimazione. Guardando entrambe al traguardo delle elezioni europee dell’anno prossimo, attraverso le quali Meloni conta di cambiare gli equilibri continentali promuovendo un accordo tra Conservatori e Popolari che rompa quello tra questi ultimi e i Socialisti, mentre Schlein ambisce ad un risultato che faccia del Pd la prima forza della sinistra a Strasburgo.

Non a caso Giorgia & Elly stanno polarizzando il dibattito, si prendono la scena, cercano di dettare l’agenda per non lasciare spazio ai rispettivi alleati, Salvini e Berlusconi da un lato e Conte dall’altro. E da quando l’una si è complimentata con l’altra per la conquista della segreteria del Pd, le due hanno aperto un canale di comunicazione diretto. Curandosi di dare, attraverso la rappresentazione mediatica della loro contrapposizione nel dibattito alla Camera della settimana scorsa, una plastica raffigurazione di come la politica italiana si stia riarticolando sulle loro leadership. Forti anche dei sondaggi, che segnalano come l’operazione stia avendo effetto (si veda la puntata di War Room di martedì 21 marzo con Mattia Feltri, Alessandra Ghisleri e Giovanni Orsina, qui il link).

Tuttavia, sulla strada delle neo Thelma & Louise della politica nostrana si parano problemi che le due dovranno dimostrare di essere capaci di fronteggiare. Per la presidente del Consiglio c’è un problema di tenuta della maggioranza di governo e una serie di questioni, interne e internazionali, di non poco conto. Per la segretaria del Pd, c’è il tema di fondo delle alleanze (il mitico “campo largo”) e alcune tematiche sulle quali rischia di inciampare. Vediamo tutto nel dettaglio. 

Parafrasando uno dei temi più caldi del dibattito politico, si potrebbe dire che Giorgia Meloni e Elly Schlein sono ormai diventate una coppia di fatto. Politicamente parlando, s’intende. La prima donna alla guida di un governo e la prima donna segretaria del più grande partito della sinistra hanno infatti capito di avere un interesse comune, e cioè quello di aprire, ognuna nel proprio campo, un ciclo politico – possibilmente duraturo, vista la velocità con cui ultimamente si consumano le leadership – che le veda protagoniste. Dando così vita ad un inedito sistema politico, che potremmo definire “bipolarismo al femminile”, uno dei tanti un po’ bislacchi che l’Italia ha sperimentato dalla fine della Prima Repubblica in poi. Giorgia ed Elly finirebbero così per ritrovarsi alleate involontarie, visto che dal reciproco riconoscimento potrebbero ricavare reciproca legittimazione. Guardando entrambe al traguardo delle elezioni europee dell’anno prossimo, attraverso le quali Meloni conta di cambiare gli equilibri continentali promuovendo un accordo tra Conservatori e Popolari che rompa quello tra questi ultimi e i Socialisti, mentre Schlein ambisce ad un risultato che faccia del Pd la prima forza della sinistra a Strasburgo.

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