Antinori sbarca in California

Il Marchese Piero Antinori con le figlie Albiera, Alessia e Allegra

Nel 1976 un importante commerciante di vini inglese, Steven Spurrier, organizzò a Parigi un’inedita degustazione che aveva lo scopo di far conoscere in Europa le migliori etichette del Nuovo Mondo. Di certo non si aspettava, l’ardito importatore, l’esito di quello che è stato ribattezzato “The Judgement of Paris” (“Il giudizio di Parigi”) e viene oggi considerato uno spartiacque fra due epoche e fra due modi di concepire la critica enologica.

Undici fra i maggiori esperti di vino francese si trovarono in quell’occasione a giudicare dieci Chardonnay e dieci “tagli bordolesi” a base di Cabernet Sauvignon, equamente divisi tra California e Francia. Ovviamente entrambe le squadre schieravano i campioni dei loro territori. I degustatori conoscevano le etichette, ma non sapevano in quale ordine i vini sarebbero stati serviti, dal momento che le bottiglie erano coperte e quindi non riconoscibili. 

Il risultato sconvolse tutti pronostici della vigilia. Fu una débacle per le grandi maisons francesi perché miglior vino bianco risultò lo Chardonnay Napa Valley di Chateau Montelena e miglior rosso un altro californiano, il Cabernet Sauvignon di Stag’s Leap Wine Cellar.

Oggi una di queste due prestigiose griffes parla italiano. Marchesi Antinori, una delle più antiche e prestigiose aziende vitivinicole italiane, ha rilevato dal gruppo Ste. Michelle Wine Estates, il più grande produttore nell’area Pacifica Nord-Occidentale, il controllo di Stag’s Leap Wine Cellars, dopo 16 anni di collaborazione con la prestigiosa cantina californiana. <<Ci sono poche opportunità come questa in una vita: il fatto di aver potuto acquisire una realtà importante e storica come Stag’s Leap ci riempie di orgoglio>>, ha dichiarato il marchese Piero Antinori, commentando un’operazione del valore finanziario di 300 milioni di euro condotta con la partnership di Intesa San Paolo e l’appoggio anche di altre istituzioni finanziarie, fra cui Cassa Depositi e Prestiti. Un’operazione per molti versi clamorosa per un settore, come quello del vino italiano, dove sono più facilmente gruppi e fondi esteri a conquistare blasonati marchi italiani, e non il contrario.

Stag’s Leap Wine Cellars, che è stata fondata nel 1970 da Warren Winiarski, è oggi conosciuta in tutto il mondo soprattutto per la produzione di Cabernet Sauvignon di eccellenza. Ne produce tre etichette, CASK 23, S.L.V. e FAY , tra i più ricercati Cabernet al mondo dai collezionisti. Lo stesso stile classico è espresso dai vini di tenuta come Artemis Cabernet Sauvignon, Karia Chardonnay e Aveta Sauvignon Blanc. 

L’azienda californiana crescerà ora sotto il controllo di una famiglia toscana, gli Antinori, che si dedica alla produzione vinicola da più di seicento anni: da quando, nel 1385, Giovanni di Piero Antinori entrò a far parte dell’Arte Fiorentina dei Vinattieri. In tutta la sua lunga storia, attraverso 26 generazioni, la famiglia ha sempre gestito direttamente questa attività, con scelte innovative e talvolta coraggiose, ma sempre mantenendo inalterato il rispetto per le tradizioni e per il territorio. Ne sono testimonianza etichette prestigiose, quali Tignanello e Solaia, nate dalla collaborazione con grande enologo Giacomo Tachis. Oggi la società è presieduta da Albiera Antinori, con il supporto delle due sorelle Allegra e Alessia, tutte coinvolte nelle attività aziendali, mentre il padre, il marchese Piero Antinori, è presidente onorario. 

<<E’ un’acquisizione che ci dà grande prospettiva – spiega l’amministratore delegato di Antinori, Renzo Cotarella – parliamo di una realtà da 70-80 milioni di dollari di fatturato, 100 ettari di vigneto con una redditività elevatissima, 20 volte la media delle cantine italiane, in un territorio dove il valore aggiunto è altissimo. Basti pensare che il prezzo medio dei vini di Stag’s Leap è di oltre 40 dollari a bottiglia e che l’acquisizione, consentendoci di creare una società diretta di importazione, ci rende finalmente padroni del nostro destino, in un mercato importantissimo come quello americano, dove è difficile che un importatore prima, e un distributore poi, diano priorità a tutti i prodotti che un’azienda come la nostra ha>>.

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