La magia dei bianchi che sanno invecchiare

Un Pinot bianco Vorberg del 2009 e un Sauvignon Quarz 2011, Cantina di Terlano. E’ il momento di stappare? Possiamo parlarne. Sì, perché i bianchi di questa cantina sociale che ha sede a pochi chilometri dal casello di Bolzano Sud in un contesto paesaggistico dominato dalle rocce di porfido, sono incredibilmente longevi. Vini piacevolissimi anche in gioventù, ma capaci di maturare nel tempo fino a esprimere, con complessità ma anche grande equilibrio, la ricchezza minerale di un terroir molto particolare, trasmettendo emozioni che solo un grande vino sa regalare. Il Pinot Bianco Vorberg proviene da vigneti coltivati fino a circa 700 metri di altitudine, su una balconata alta sulla valle. Il Sauvignon Quarz da una selezione di uve prodotte nel comune di Terlano da vigneti impiantati su terreni ricchi di porfido e quarzo. Caratteristiche che consentono ai bianchi della cantina altoatesina, come anche il Terlaner e il Nova Domus (di quest’ultimo tuttora sorprendente il 2002, millesimo eccezionale per l’Alto Adige), di invecchiare alla grande, sviluppando un’intensa mineralità e mantenendo al contempo un’inaspettata freschezza. Come dimenticare, del resto, quella degustazione verticale di Vorberg che si tenne una quindicina d’anni fa a Gusto in Scena a Venezia, e si concluse con l’assaggio di un Pinot Bianco che il suo autore, il capo cantiniere Sebastian Stocker, aveva messo da parte e la cantina di Terlano aveva custodito per cinquant’anni?

E.P.

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